Prezzo del Gas Oggi in Italia. Qual è?

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Sommario: In questo articolo, scopri qual è il prezzo del gas oggi in Italia, da quali voci si compone e quali sono i fattori che condizionano il suo costo finale. Inoltre, capisci la differenza tra prezzo del gas nel mercato tutelato e nel mercato libero, nonché come confrontare le varie offerte di fornitura.


Al giorno d’oggi, il prezzo gas è uno dei valori di maggior interesse per le famiglie e le imprese italiane. Difatti, quest’ultimo ha subito delle forti oscillazioni dovute all’incertezza e ai cambiamenti sociopolitici avvenuti negli ultimi mesi. Questi mutamenti si sono ripercossi negativamente sulle bollette di privati e aziende, causandone un’impennata senza precedenti.

tariffa gas costo oggi

Il prezzo del gas in Italia oggi

Il prezzo gas naturale nel mercato tutelato italiano è stabilito mensilmente dall’ARERA. Oggi, l’ultimo prezzo gas, aggiornato e stabilito dall’Autorità, è pari a 0,498408 euro/Smc per il mese di aprile. Ovviamente, questa cifra si riferisce al costo del gas nel Servizio di Maggior Tutela.

Invece, nel mercato libero il prezzo è stabilito dai vari fornitori energetici. Dunque, quest’ultimi si riservano di individuare una prezzatura conforme alle loro esigenze commerciali. Tuttavia, occorre sottolineare che anche i provider del mercato libero considerano, nella scelta del costo dell’energia, le linee guida generalmente rilasciate dall’ARERA. A queste, vi apportano i necessari adeguamenti seguendo le proprie politiche economiche e i loro obiettivi commerciali.

Conoscere il prezzo delle componenti energetiche, consente a tutti i consumatori di poter gestire al meglio le loro spese e scegliere con cognizione di causa le offerte gas migliori. D’altronde, si tratta di una risorsa indispensabile nella vita di tutti i giorni: per il riscaldamento, per l’acqua calda o per la tua cucina, il gas naturale – comunemente conosciuto anche come gas metano – è fondamentale per ogni abitazione.

Inoltre, occorre sottolineare che da ottobre 2022, il prezzo gas ARERA viene determinato dal PSV, cioè il Punto di Scambio Virtuale. Esso coincide con il luogo in cui avviene l’incontro tra la domanda e l’offerta del gas in Italia, influenzando il prezzo della componente all’ingrosso.

Se si osserva l’andamento assunto dal prezzo gas negli ultimi mesi all’interno del mercato tutelato, si nota un deciso calo in prossimità del corrente mese di aprile, a fronte del periodo invernale caratterizzato da costi nettamente superiori. Ecco una tabella utile ad effettuare un confronto:

MesePrezzo Gas Mercato Tutelato
Marzo 20230,498408 €/Smc
Febbraio 20230,608549 €/Smc
Gennaio 20230,731604 €/Smc
Dicembre 20221,247659 €/Smc
Novembre 20220,975849 €/Smc

Da quali voci è formato il prezzo del gas

Il prezzo del gas si forma da una serie di voci che, sommate, restituiscono il costo che il consumatore è chiamato a corrispondere ogni mese. Infatti, ciò che viene visualizzato all’interno della propria bolletta del gas è l’insieme di differenti parametri che compongono l’ammontare finale.

Le voci considerate dall’ARERA nell’istituzione del prezzo del gas naturale che trovi in bolletta sono:

  • la spesa per la materia prima: cioè la componente che viene aggiornata a cadenza mensile se si tratta di gas naturale o trimestrale se si riferisce all’energia elettrica;
  • la spesa per il trasporto e la gestione del contatore gas: in questo parametro si annovera una porzione fissa e una quota variabile. Si compone degli importi fatturati per tutte le attività che permettono la consegna del gas da parte dei venditori;
  • la spesa per oneri di sistema: ovvero le tariffe comprendenti i costi sostenuti per la copertura delle attività di interesse generale per l’intero sistema gas. Sono comprese voci come il risparmio energetico (RE), la compensazione dei costi di commercializzazione (UG2) o il recupero oneri di morosità per gli esercenti;
  • i ricalcoli: sulla base degli interventi effettuati sulle precedenti bollette. Possono essere determinati da modifiche sui consumi causati, ad esempio, da malfunzionamenti, errori di autolettura, o modifica dei prezzi applicati;
  • le altre partite: cioè la sezione che comprende le voci di interessi di mora, addebito o restituzione del deposito cauzionale, tutti gli indennizzi che vengono versati in modo automatico, o i contributi di allaccio gas;
  • i bonus sociali: presenti solo laddove siano stati già riconosciuti degli accrediti a favore di un determinato cliente;
  • le imposte: comprensive dell’imposta di consumo, cioè la famosa accisa, l’addizionale regionale (istituita dall’organo competente sulla base dei limiti fissati dalla legge) e l’imposta sul valore aggiunto, ovvero l’IVA. Se l’accisa si applica sulla quantità di gas effettivamente consumato, l’IVA, al contrario, si riferisce all’importo totale della bolletta.

Ovviamente, trovi sul sito dell’ARERA una guida semplice e intuitiva su come leggere la bolletta per avere ben chiara la sua composizione.

Quali fattori condizionano il prezzo del gas

Come si è ampiamente dimostrato, il prezzo gas è soggetto a molte variazioni dovute a diversi fattori che intervengono sin dalle prime fasi di estrazione, lavorazione, trasporto e distribuzione della materia prima.

Talvolta, i consumatori si limitano a riflettere su tutte le operazioni energetiche richieste dalla propria utenza, come la voltura gas o il subentro gas, senza fermarsi a pensare a quali siano le variabili che interessano il costo della componente energetica.

I fattori che condizionano il prezzo del gas sono:

  1. l’offerta e la domanda: quando la richiesta supera l’offerta, i prezzi tendono ad aumentare. Tuttavia, quando l’offerta è superiore alla domanda, i prezzi si mantengono sulla soglia normale e talvolta diminuiscono;
  2. la disponibilità di materia prima: la minor produzione o importazione di gas naturale, determina l’aumento del suo prezzo giustificato dalla quantità più ridotta di componente in circolazione;
  3. il volume di consumo: cioè il quantitativo di gas utilizzato. In base a ciò, la tua utenza rientra in un determinato scaglione di consumo che corrisponde ad una specifica prezzatura;
  4. la zona geografica: è il paramento da cui dipende la posizione climatica del Comune in cui è situata la tua utenza. Difatti, in Italia ci sono sei zone caratterizzare da un coefficiente di adeguamento altimetrico-climatico (il cosiddetto coefficiente C), che ha un’influenza sul costo totale della materia prima;
  5. le condizioni di trasporto: in base al punto di rilascio della fornitura, si è chiamati a corrispondere un quantitativo più o meno alto.

Tra le altre variabili ugualmente significative si registra anche il prezzo del petrolio e la situazione geopolitica estera.

Mercato tutelato e mercato libero: cosa cambia per il prezzo del gas?

Il mercato tutelato e il mercato libero sono i due appellativi che si riferiscono alle condizioni possibili in cui un consumatore può scegliere di essere rifornito. Quando si parla di mercato tutelato si indica il sistema regolato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti (ARERA).

Invece, con mercato libero si intende la condizione per cui il consumatore è in grado di selezionare un provider a propria scelta tra i maggiori player del settore energetico. Questa opzione si è resa possibile a partire dagli anni 2000, quando il mercato di gas e luce ha affrontato un processo di liberalizzazione, affiancandosi al Servizio di Maggior Tutela proposto dallo Stato.

Oltre a questa prima grande distinzione, sono molteplici le sfumature che cambiano tra le due possibili scelte. Infatti, il prezzo con cui viene commerciato il gas viene scelto secondo modalità del tutto differenti. Se con il mercato tutelato è l’ARERA a definire un costo unico periodicamente aggiornato, nel mercato libero non sussiste nessun tipo di vincolo economico. Difatti, ogni fornitore si riserva di delineare tariffe e offerte gas secondo i propri dettami, indipendentemente dalle cifre dettate dall’Autorità.

Tuttavia, anche per il prezzo scelto dai provider del mercato libero esistono delle regole. Il sistema di controllo in collaborazione con l’Antitrust, si occupa di vigilare sulla concorrenza e sulla trasparenza, in modo da evitare procedure poco chiare e imporre la corretta gestione dei prezzi.

Inoltre, il prezzo gas di maggior tutela cambia ogni mese, adeguandosi all’andamento del prezzo all’interno dei mercati all’ingrosso. Questa variabilità presta il fianco a molte oscillazioni più o meno accentuate che si ripercuotono sulla bolletta finale. Invece, nel mercato libero troviamo una duplice formula: sono presenti sia le offerte indicizzate definite sulla base dei parametri di mercato, sia quelle con il prezzo fisso scelto dal provider e che rimane stabile per almeno uno o due anni.

Come confrontare le offerte gas?

Prima di scegliere una tra le molteplici offerte gas disponibili, è bene confrontare alcuni dati relativi alla tua utenza. Molte aziende energetiche permettono di calcolare semplicemente un preventivo online inserendo solo alcuni dati come il codice gas o l’indirizzo di residenza.

Nel momento in cui ci si appresta a selezionare una delle varie offerte gas, l’importante è considerare, ad esempio i volumi di consumo annuo della propria utenza, per valutare l’apporto di materia energetica ideale al proprio rifornimento.

Un altro elemento degno di nota riguarda il blocco dei prezzi proposti dal mercato libero. Di solito, se il costo del gas è aggiornato mensilmente dall’ARERA, nel mercato libero numerose compagnie propongono anche tariffe con prezzi bloccati per almeno un anno. Se vuoi metterti a riparo dai rialzi energetici, allora è la scelta che fa al caso tuo.

Cosa significa offerta indicizzata?

Un’offerta indicizzata indica un piano tariffario in cui la componente energetica viene venduta con un prezzo che risponde in modo diretto alle oscillazioni e alle variazioni esterne, come quelle del mercato all’ingrosso.

Di fatto, il prezzo della materia prima varia più volte nel corso del periodo di validità del contratto. Im altre parole, il costo del gas o dell’energia elettrica può scendere ma anche salire. Le tariffe che fanno capo al mercato tutelato sono un classico esempio di offerte aventi il prezzo indicizzato. Tuttavia, anche i fornitori del mercato libero possono scegliere di proporre delle offerte indicizzate. L’unico elemento di discrepanza, sta nel fatto che essi sono obbligati a descrivere all’interno del contratto il meccanismo scelto per effettuare tale indicizzazione.

In alternativa a questo genere di tariffe ci sono le offerte fisse. Queste prevedono un unico prezzo, non soggetto a variazioni di alcun tipo che, una volta stabilito contrattualmente, verrà mantenuto costante per uno o più anni.

Come risparmiare sul prezzo del gas cambiando fornitore

Un’ulteriore tecnica utile a contrastare gli eccessivi rialzi del prezzo del gas è costituita dal cambiare il proprio fornitore. Infatti, prestare attenzione all’uscita delle nuove offerte proposte dagli altri provider, è sempre una soluzione utile a scegliere la tariffa che sia adatta alle proprie esigenze.

Inoltre, è possibile che – al termine del primo anno in cui i prezzi rimangono bloccati – per la fornitura della propria utenza, si sia chiamati ad un esborso superiore. In questi casi, è molto vantaggioso scegliere una nuova azienda energetica che sia maggiormente conveniente e mantenga a sua volta un prezzo fisso.

Cambiare il proprio fornitore è un’operazione molto semplice, resa ancora più intuitiva dall’adozione di pratiche completamente online da parte di molti provider. Ti basterà soltanto selezionare un nuovo piano energetico ed effettuare tutte le indicazioni per passare al tuo nuovo operatore più conveniente.

Per conoscere ulteriori informazioni sulle utenze energetiche, sull’andamento dei prezzi del gas naturale e consultare schemi e grafici, ti consigliamo di visitare il sito ufficiale dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), seguendo questo link.

Dernière mise à jour : 14 mai 2024